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HIC: Culture and connections bring new life to Mazara del Vallo’s former prison

HIC: Culture and connections bring new life to Mazara del Vallo’s former prison

«I luoghi prendono vita attraverso le persone». È questa la frase che sintetizza la visione di HIC E.T.S., l'associazione culturale che dal 2021 lavora a Mazara del Vallo intrecciando progettazione culturale, innovazione sociale e rigenerazione urbana. A spiegarlo è Giulia Bonanno, architetto e presidente dell'associazione, che insieme ad Anita Galuffo, 32 anni, vicepresidente, porta avanti un percorso che mette al centro il rapporto tra spazi, comunità e partecipazione.

«È una frase che sintetizza il nostro modo di intendere il lavoro culturale: gli spazi, anche quelli più belli o significativi, acquistano valore quando vengono vissuti, attraversati e trasformati dalle relazioni che riescono a generare», racconta Bonanno.

Un approccio che supera l'idea dei luoghi come semplici contenitori e li considera, invece, risorse da attivare attraverso le persone, le idee e le esperienze condivise. È proprio da questa visione che nasce il lavoro di HIC, impegnata a sperimentare nuove modalità di vivere gli spazi urbani e di costruire occasioni di partecipazione alla vita culturale e sociale della città.

Dall'esperienza professionale a un progetto condiviso

HIC nasce nel 2021 dalla volontà di dare una struttura comune a esperienze, competenze e interessi maturati nel campo della cultura, dell'architettura e della trasformazione del territorio.

«Proveniamo da esperienze e percorsi professionali che ci hanno portate a lavorare nel campo della cultura -spiega Bonanno- dell'architettura, della progettazione e della gestione di spazi e iniziative culturali».

A unire le due fondatrici è soprattutto l'interesse per i luoghi e per le persone che li abitano, insieme alla volontà di sperimentare modi diversi di utilizzare e trasformare gli spazi della città.

L'associazione si configura così come uno strumento attraverso cui sviluppare progetti, costruire collaborazioni e promuovere nuove forme di partecipazione. Un percorso che, nel tempo, si è ampliato, passando dall'organizzazione di attività culturali alla gestione di spazi e alla costruzione di processi condivisi tra soggetti diversi.

L'obiettivo è mettere in relazione competenze e sensibilità differenti, creando le condizioni affinché la cultura possa diventare un elemento concreto di trasformazione del territorio.

L'adesione al Patto Generativo: fare rete per cambiare il territorio

La scelta di aderire al Patto Generativo si inserisce in questa stessa visione. Per HIC, infatti, la trasformazione di una città non può dipendere esclusivamente da singoli progetti o iniziative isolate, ma richiede la capacità di costruire relazioni durature e attivare forme di responsabilità collettiva.

«Abbiamo aderito al Patto Generativo perché ne condividiamo la vision - sottolinea Bonanno -crediamo che il cambiamento di un territorio non possa essere affidato a singoli progetti o iniziative isolate, ma debba nascere dalla capacità di costruire relazioni, mettere in comune competenze e attivare forme di responsabilità collettiva».

Un approccio che rispecchia il lavoro portato avanti dall'associazione, da anni impegnata a creare occasioni di incontro e collaborazione tra cittadini, associazioni, istituzioni e realtà del territorio.

«È proprio da queste connessioni che possono nascere opportunità concrete – aggiunge -aderire al Patto significa per noi entrare a far parte di una rete più ampia, nella quale condividere esperienze, sviluppare nuove progettualità e contribuire a un percorso di crescita collettiva».

Fare rete, in questa prospettiva, non significa soltanto mettere in contatto realtà diverse, ma creare le condizioni affinché le collaborazioni possano tradursi in iniziative, servizi e opportunità capaci di rispondere ai bisogni della comunità.

La cultura come strumento di innovazione sociale

La progettazione culturale, la rigenerazione urbana e l'innovazione sociale rappresentano i principali ambiti di attività di HIC. L'associazione opera attraverso la gestione di spazi, l'organizzazione di iniziative culturali e lo sviluppo di progetti che coinvolgono cittadini, professionisti, associazioni e istituzioni.

Al centro c'è la volontà di contribuire alla costruzione di una città più aperta, partecipata e capace di valorizzare le proprie risorse.

«Il nostro obiettivo è contribuire a una città più aperta - spiega Bonanno- partecipata e capace di valorizzare le proprie risorse, creando spazi accessibili di incontro, confronto e sperimentazione».

La cultura diventa così uno strumento per leggere i bisogni del territorio, rafforzare le relazioni e immaginare nuove possibilità di sviluppo. Non soltanto un insieme di eventi da organizzare, ma un processo che può favorire l'incontro tra persone, stimolare la collaborazione e generare nuove forme di partecipazione. Un aspetto centrale del lavoro riguarda anche la continuità delle iniziative. La sfida, per HIC, è trasformare le singole attività in percorsi capaci di durare nel tempo, consolidare le relazioni e produrre effetti concreti sulla vita della comunità.

Civic, il laboratorio di una nuova idea di città

Il progetto che più rappresenta questo percorso è Civic – Laboratorio di Innovazione Urbana, ospitato nell'ex carcere mandamentale di Mazara del Vallo. Dal 2022 HIC contribuisce a rendere accessibile e attivo questo spazio pubblico attraverso attività culturali, incontri, laboratori, iniziative aperte alla cittadinanza e servizi dedicati al lavoro e alla collaborazione.

Un edificio legato a una funzione del passato diventa così un luogo in cui sperimentare nuove modalità di utilizzo degli spazi pubblici, mettendo in relazione esigenze professionali, proposte culturali e iniziative sociali.

«Civic ospita spazi di coworking, una sala conferenze e ambienti destinati ad attività culturali e sociali -racconta Bonanno – è un luogo nel quale cerchiamo di far convivere funzioni diverse, favorendo l'incontro tra persone, idee e progettualità».

La gestione degli spazi è accompagnata dalla costruzione di partenariati e dallo sviluppo di progetti che intrecciano cultura, educazione, inclusione sociale e partecipazione civica. Civic non è quindi soltanto un luogo in cui si svolgono attività, ma un laboratorio nel quale mettere alla prova nuove forme di collaborazione e immaginare risposte condivise alle esigenze della città.

Incontri, collaborazioni e nuove progettualità

Oggi Civic è uno spazio frequentato da professionisti, associazioni e cittadini, nel quale si lavora, si organizzano iniziative e si sviluppano occasioni di confronto.

Nel tempo, il laboratorio ha ospitato e promosso incontri pubblici, proiezioni cinematografiche, laboratori e attività culturali rivolte a pubblici differenti. Un programma che si è sviluppato anche grazie alle collaborazioni attivate, tra cui quella con Moltivolti.

La pluralità delle attività risponde alla volontà di rendere lo spazio accessibile a persone con interessi ed esigenze diverse, favorendo contaminazioni tra ambiti professionali, culturali e sociali.

Ma, al di là delle singole iniziative, per HIC il risultato più importante è rappresentato dalla rete costruita nel tempo.

«Consideriamo un risultato importante soprattutto la rete di relazioni che siamo riuscite a costruire. La capacità di mettere attorno allo stesso tavolo realtà diverse e far nascere nuove collaborazioni è, per noi, uno degli indicatori più concreti del valore del lavoro svolto», afferma Bonanno.

È in questa capacità di generare connessioni che si riconosce il senso più profondo del progetto: trasformare uno spazio pubblico in un luogo vissuto, capace di accogliere proposte, favorire il dialogo e offrire nuove opportunità alla comunità.

Rigenerare significa costruire relazioni

L'esperienza di HIC a Mazara del Vallo racconta una concezione della rigenerazione urbana che va oltre il recupero fisico degli edifici. La trasformazione degli spazi acquista significato quando si accompagna alla costruzione di relazioni, alla partecipazione dei cittadini e alla possibilità di sviluppare iniziative condivise.

In questa prospettiva, Civic rappresenta uno degli strumenti attraverso cui sperimentare un diverso rapporto tra città e comunità: un luogo in continua evoluzione, alimentato dalle persone che lo frequentano e dalle collaborazioni che riesce ad attivare.

È un lavoro che richiede tempo, ascolto e capacità di mettere in dialogo soggetti differenti, ma che punta a lasciare un segno duraturo nel territorio.

Per Giulia Bonanno e Anita Galuffo, la sfida è continuare a costruire occasioni di incontro e sperimentazione, affinché la cultura possa diventare una risorsa condivisa e gli spazi pubblici possano esprimere pienamente il proprio potenziale. Perché, come ricorda la presidente di HIC, «i luoghi prendono vita attraverso le persone». E sono proprio le relazioni, le idee e le esperienze condivise a trasformare uno spazio in un punto di riferimento per la comunità.

Caterina Ganci

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