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Futurama: progettare il territorio tra digitale e comunità

Futurama: progettare il territorio tra digitale e comunità

Il progetto Futurama, selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile e cofinanziato da Fondazione Cassa Depositi e Prestiti, prosegue il suo percorso coinvolgendo studenti e studentesse delle scuole di Erice e Palma di Montechiaro in un’esperienza di apprendimento attivo che intreccia riflessione civica, progettazione partecipata e strumenti digitali. All’interno del progetto si sviluppano due percorsi paralleli curati dal Dipartimento di Informatica dell’Università di Torino insieme alla Fondazione Comunitaria di Agrigento e Trapani: First Life e Commonshood, che accompagnano studenti e studentesse nell’esplorazione del territorio e nella costruzione di proposte concrete per migliorare la vita delle comunità locali.

Se First Life lavora soprattutto sulla lettura del territorio e sulla progettazione civica, Commonshood introduce gli studenti ai temi delle economie collaborative, della cooperazione ed entrambi lavorano con degli strumenti digitali che possono sostenere nuove forme di partecipazione e scambio. In entrambi i casi l’obiettivo è lo stesso: aiutare i giovani a sentirsi parte attiva del proprio territorio, trasformando bisogni, idee e passioni in proposte concrete.

First Life: leggere il territorio per immaginare il futuro

Il percorso First Life è iniziato con una fase di esplorazione e riflessione sui bisogni dei giovani e sui luoghi che abitano quotidianamente. Attraverso attività di gruppo, discussioni e laboratori partecipativi, gli studenti e le studentesse hanno ragionato su temi come il bisogno di socialità, di espressione personale, di spazi per agevolare l’incontro e per il tempo libero.

Questo lavoro ha portato poi alla realizzazione di una mappatura dei luoghi significativi del territorio utilizzando la piattaforma First Life. Gli studenti hanno individuato e raccontato spazi che fanno parte della loro vita quotidiana – luoghi di ritrovo, di socialità o dedicati all’apprendimento – inserendoli nella mappa digitale (First Life Edu) insieme a descrizioni e fotografie.

Una fase particolarmente significativa è stata l’uscita sul territorio, durante la quale i ragazzi e le ragazze hanno realizzato attività di street photography lungo un itinerario progettato da loro stessi. Questo momento ha permesso di osservare la città con uno sguardo più attento, raccogliendo immagini, racconti e impressioni sui luoghi visitati. A Trapani, tra le tappe più interessanti è emerso il Chiostro di San Domenico, uno spazio che negli ultimi anni sta diventando un punto di riferimento per attività culturali e giovanili e che gli studenti hanno individuato come possibile luogo per sviluppare nuove progettualità. A Palma di Montechiaro sono invece emersi temi come la differenza di possibilità aggregative e la disponibilità di luoghi di aggregazione dedicati a donne e uomini, portando quindi a riflessioni legate alla discriminazione di genere.

A partire da queste esperienze, studenti e studentesse hanno iniziato a trasformare bisogni e osservazioni in prime idee progettuali: attività culturali, progettazioni legate al digitale, momenti di incontro, iniziative artistiche e creative pensate per rendere gli spazi della città più vivi e accessibili ai giovani.

Intervistare chi progetta cultura

Nel percorso di First Life studenti e studentesse hanno avuto anche l’occasione di confrontarsi con professionisti del settore culturale. Un momento particolarmente significativo è stato l’incontro con Paola Galuffo, Progettista Culturale e Consigliera Comunale per il comune di Mazara del Vallo, che ha dialogato con le classi raccontando il proprio lavoro e rispondendo alle domande preparate da ragazze e ragazzi.

L’incontro è stato preceduto da un laboratorio dedicato al giornalismo e alla costruzione di un’intervista, durante il quale studenti e studentesse hanno lavorato alla preparazione delle domande e alla struttura dell’incontro. L’intervista ha permesso di approfondire cosa significa progettare attività culturali, come nascono le idee progettuali e quali competenze servono per trasformarle in realtà.

Dopo aver ascoltato l’esperienza della professionista, studenti e studentesse hanno presentato alcune delle loro idee progettuali, ricevendo commenti, suggerimenti e stimoli utili per svilupparle ulteriormente. Questo momento di confronto diretto con il mondo professionale ha rappresentato per molti e molte un’occasione importante per capire meglio come funziona il lavoro nel settore culturale e creativo.

I progetti di studenti e studentesse

Dal lavoro svolto nelle diverse classi stanno emergendo proposte diverse tra loro, ma tutte legate ai bisogni e agli interessi dei ragazzi e delle ragazze.

A Palma di Montechiaro, ad esempio, uno dei progetti sviluppati all’interno di First Life riguarda la realizzazione di un podcast scolastico dedicato ai temi della discriminazione di genere. Si tratta di una proposta particolarmente interessante perché introduce, per la prima volta nel percorso First Life, un progetto fortemente legato alla dimensione digitale: un format audio pensato per dare spazio alle voci delle studentesse, discutere temi sociali e creare momenti di confronto all’interno della comunità scolastica.

Stanno emergendo anche altre idee legate alla socialità e alla condivisione (passeggiate esplorative tematiche, Escape Room, Sale giochi per donne), mentre a Trapani diversi gruppi stanno lavorando su attività che potrebbero trovare spazio proprio nel Chiostro di San Domenico, immaginato come luogo di incontro e di organizzazione di iniziative pensate dai giovani per i giovani, come corsi di danza o cinema all’aperto.

Commonshood: economie collaborative e nuove forme di partecipazione

Parallelamente al percorso First Life, gli studenti e le studentesse di quarto anno stanno partecipando al laboratorio Commonshood, dedicato alle economie collaborative, ai sistemi di scambio e agli strumenti digitali che possono favorire nuove forme di cooperazione.

Durante gli incontri sono stati affrontati temi come token, blockchain, banche del tempo ed economie tokenizzate, cercando di tradurre concetti complessi in esempi concreti e vicini alla vita quotidiana di studenti e studentesse. Attraverso attività di gruppo e momenti di confronto, ragazze e ragazzi hanno riflettuto su come questi strumenti possano essere utilizzati per rafforzare le comunità e valorizzare il contributo di ciascuno.

Anche in questo caso il percorso è stato fortemente orientato alla progettazione partecipata. A Erice e Palma di Montechiaro gli studenti hanno lavorato alla costruzione di proposte concrete che utilizzano i principi delle economie collaborative per creare attività utili alla comunità.

A Palma di Montechiaro, tra le idee emerse ci sono, ad esempio, una sala giochi pensata come spazio sicuro per le ragazze (da notare qui l’analogia del tema, ricorrente sia nella classe terza che nella quarta), iniziative per la cura e la valorizzazione degli spazi scolastici; a Erice studenti e studentesse stanno lavorando su altre attività di incontro e socializzazione pensate per coinvolgere i giovani del territorio, come ad esempio degli incontri settimanali al Chiostro di San Domenico dedicati a giochi e videogiochi o un Festival musicale in cui gli studenti possano partecipare attivamente nella realizzazione e ricevere in cambio ore formative scolastiche dedicate ai PCTO.

Durante il percorso gli studenti sperimentano strumenti digitali e creativi, come la generazione di immagini tramite intelligenza artificiale, utilizzata per realizzare locandine e materiali visivi dei progetti che saranno presentati durante l’evento finale, o la stessa app Commonshood grazie alla quale possono creare il loro token di comunità e far esperienza di scambio di oggetti, tramite la biblioteca degli oggetti, o di creazione di NFT.

Un percorso ancora in evoluzione

Il progetto Futurama è ancora in corso, ma già dalle attività svolte emerge con chiarezza il valore di un approccio che mette al centro i giovani come protagonisti attivi del cambiamento.

Attraverso il lavoro su First Life e Commonshood, gli studenti stanno imparando a osservare il proprio territorio con occhi diversi, a lavorare in gruppo, a trasformare le idee in progetti e a confrontarsi con professionisti e strumenti digitali.

Le prossime fasi del percorso saranno dedicate alla finalizzazione dei progetti e alla loro presentazione pubblica, in un evento che riunirà studenti delle due città coinvolte. Sarà un momento di confronto e scambio, ma anche l’occasione per raccontare il lavoro fatto e per mostrare come le idee dei giovani possano contribuire a immaginare nuove possibilità per i territori in cui vivono.

Il progetto Futurama è stato selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile e cofinanziato da Fondazione Cassa Depositi e Prestiti. Il Fondo nasce da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo. Sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori. Per attuare i programmi del Fondo, a giugno 2016 è nata l’impresa sociale Con i Bambini, organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata dalla Fondazione CON IL SUD. www.conibambini.org

🇬🇧 English Version

The Futurama project, selected by Con i Bambini within the Fund for the Fight Against Child Educational Poverty and co-funded by Fondazione Cassa Depositi e Prestiti, continues its journey by engaging students from schools in Erice and Palma di Montechiaro in an active learning experience that combines civic reflection, participatory design, and digital tools.

Within the project, two parallel pathways are being developed, coordinated by the Department of Computer Science of the University of Turin together with the Community Foundation of Agrigento and Trapani: First Life and Commonshood. These initiatives guide students in exploring their local area and developing concrete proposals to improve the quality of life in their communities.

While First Life focuses primarily on reading the territory and civic design, Commonshood introduces students to collaborative economies and cooperation. Both pathways use digital tools that support new forms of participation and exchange. In both cases, the goal is the same: to help young people feel like active members of their community, transforming needs, ideas, and passions into concrete proposals.

First Life: reading the territory to imagine the future

The First Life pathway began with a phase of exploration and reflection on young people’s needs and the places they inhabit daily. Through group activities, discussions, and participatory workshops, students explored themes such as the need for social interaction, self-expression, and spaces that facilitate meeting and leisure time.

This work led to the creation of a mapping of meaningful places in the area using the First Life platform. Students identified and described spaces that are part of their daily lives—places for gathering, socializing, or learning—adding them to the digital map (First Life Edu) along with descriptions and photographs.

A particularly meaningful phase was the field visit, during which students carried out street photography activities along an itinerary they had designed themselves. This experience allowed them to observe the city more carefully, collecting images, stories, and impressions of the places visited.

In Trapani, one of the most interesting locations identified was the Cloister of San Domenico, a space that in recent years has become a reference point for cultural and youth activities and that students recognized as a potential site for future initiatives. In Palma di Montechiaro, themes emerged such as unequal opportunities for social gathering and the availability of spaces dedicated to women and men, leading to reflections on gender discrimination.

Based on these experiences, students began transforming needs and observations into initial project ideas: cultural activities, digital initiatives, opportunities for social interaction, and artistic and creative projects aimed at making urban spaces more vibrant and accessible to young people.

Interviewing cultural professionals

As part of the First Life pathway, students also had the opportunity to engage with professionals in the cultural sector. A particularly significant moment was the meeting with Paola Galuffo, cultural planner and City Councilor of Mazara del Vallo, who shared her professional experience and answered students’ questions.

The meeting was preceded by a workshop on journalism and interview design, during which students prepared questions and structured the session. The interview provided insight into what it means to design cultural projects, how ideas are developed, and what skills are needed to bring them to life.

Afterwards, students presented some of their own project ideas, receiving feedback, suggestions, and inspiration to further refine them. This direct interaction with a professional represented an important opportunity for many students to better understand careers in the cultural and creative sectors.

Students’ projects

The work carried out in different classes has led to a variety of proposals, all rooted in students’ needs and interests.

In Palma di Montechiaro, for example, one project developed within First Life involves creating a school podcast focused on gender discrimination. This is particularly noteworthy as it introduces, for the first time in the First Life pathway, a project strongly linked to the digital dimension: an audio format designed to amplify students’ voices, address social issues, and foster dialogue within the school community.

Other ideas are also emerging around social interaction and sharing (themed exploratory walks, escape rooms, gaming spaces for women), while in Trapani several groups are working on activities that could take place in the Cloister of San Domenico, envisioned as a hub for youth-led initiatives such as dance classes or open-air cinema.

Commonshood: collaborative economies and new forms of participation

Alongside First Life, fourth-year students are participating in the Commonshood lab, which focuses on collaborative economies, exchange systems, and digital tools that can foster new forms of cooperation.

During the sessions, topics such as tokens, blockchain, time banks, and tokenized economies were explored, translating complex concepts into concrete examples relevant to students’ everyday lives. Through group activities and discussions, students reflected on how these tools can strengthen communities and enhance individual contributions.

This pathway is also strongly oriented toward participatory design. In Erice and Palma di Montechiaro, students are developing concrete proposals that apply the principles of collaborative economies to create community-oriented initiatives.

In Palma di Montechiaro, ideas include a gaming space designed as a safe place for girls (notably a recurring theme across different classes) and initiatives to care for and enhance school spaces. In Erice, students are working on activities aimed at engaging local youth, such as weekly gatherings at the Cloister of San Domenico focused on games and video games, or a music festival where students actively contribute to organization and receive school credit hours (PCTO) in return.

Throughout the process, students experiment with digital and creative tools, such as AI-generated images used to create posters and visual materials for their projects, and the Commonshood app, which allows them to create community tokens, exchange objects through a “library of things,” and experiment with NFT creation.

An ongoing journey

The Futurama project is still underway, but the activities carried out so far clearly highlight the value of an approach that places young people at the center as active agents of change.

Through First Life and Commonshood, students are learning to observe their territory with new perspectives, collaborate in groups, transform ideas into projects, and engage with professionals and digital tools.

The next phases will focus on finalizing the projects and presenting them publicly at a final event bringing together students from both cities. This will be a moment of exchange and dialogue, as well as an opportunity to showcase how young people’s ideas can contribute to imagining new possibilities for their communities.


The Futurama project was selected by Con i Bambini within the Fund for the Fight Against Child Educational Poverty and co-funded by Fondazione Cassa Depositi e Prestiti. The Fund was established through an agreement between banking foundations represented by Acri, the National Third Sector Forum, and the Government. It supports interventions aimed at removing economic, social, and cultural barriers that prevent minors from fully accessing educational opportunities. To implement the Fund’s programs, the social enterprise Con i Bambini—a non-profit organization wholly owned by Fondazione CON IL SUD—was established in June 2016.

www.conibambini.org

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