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Terraferma, costruire ponti per offrire nuove prospettive ai ragazzi

Terraferma, costruire ponti per offrire nuove prospettive ai ragazzi

«Vogliamo contribuire al cambiamento, costruire ponti». È questa la filosofia che guida la Cooperativa sociale Terraferma, una realtà che dal 2014 opera in Sicilia mettendo al centro le persone più fragili e il loro diritto a costruire un futuro diverso. Nata con l'obiettivo di offrire un luogo sicuro ai migranti e ai richiedenti asilo in cerca di una nuova terra in cui vivere, negli anni ha ampliato il proprio impegno, orientandolo in particolare verso i minori coinvolti in procedimenti penali, accolti in una comunità a Castellammare del Golfo, in provincia di Trapani.

Un percorso che ha mantenuto intatta la propria vocazione originaria: creare occasioni di riscatto, accompagnare le persone nei momenti di difficoltà e contribuire a una società più inclusiva.

«Cerchiamo di essere un anello di una catena che si occupa delle persone fragili, per contribuire al cambiamento della loro vita – racconta Simonetta Scaccia, vicepresidente della cooperativa, coordinatrice dei progetti e delle risorse umane –. Se le cose devono cambiare, qualcuno deve fare qualcosa per migliorare l'esistenza di tutti. Una società che sa prendersi cura dei più fragili è una società che può vivere meglio. Non lasciare indietro nessuno significa anche lavorare per diminuire le disuguaglianze».

L'adesione al Patto generativo: fare rete per il bene comune

La scelta della Cooperativa Terraferma di aderire al Patto generativo nasce dalla condivisione dei suoi principi e dei suoi obiettivi. «Le premesse e le finalità del Patto sono in linea con la nostra mission – sottolinea Scaccia –. Condividiamo l'idea di solidarietà e crediamo che tutti insieme possiamo concorrere al bene comune, rispondendo in maniera più efficace ai bisogni delle persone. La nostra esperienza ci insegna che lavorare insieme permette di raggiungere gli obiettivi. La pluralità dei soggetti coinvolti può arricchirci e offrire punti di vista e competenze differenti».

Fare rete, dunque, non è soltanto una dichiarazione di intenti, ma una modalità di lavoro maturata attraverso gli anni e le esperienze sul campo. La collaborazione tra istituzioni, servizi, associazioni e realtà del terzo settore diventa uno strumento per costruire risposte più complete e vicine alle persone.

C'è, infine, una motivazione che guarda direttamente al territorio e al futuro della Sicilia: «Vogliamo restare qui, in Sicilia, per essere un faro di resistenza».

Dall'accoglienza dei migranti alla comunità per minori

Presieduta da Antonina Grillo, Terraferma ha maturato la propria esperienza nel campo dell'accoglienza, occupandosi per circa dieci anni di migranti e richiedenti asilo. Tra le attività svolte in passato ci sono state anche la gestione di due Centri di Accoglienza Straordinaria per migranti a Vita, nel trapanese: uno destinato agli uomini adulti e l'altro rivolto a famiglie, donne sole e donne con bambini.

Il nome stesso della cooperativa racconta questa storia: Terraferma rappresentava per chi affrontava il viaggio migratorio la possibilità di trovare un porto sicuro, un luogo in cui ricominciare.

Dal 2021 l'attività si è arricchita con una struttura di accoglienza per minori a Castellammare del Golfo. Attualmente sono dieci i ragazzi ospitati nella comunità, giovani che hanno procedimenti penali in corso per reati commessi e che, anziché essere inseriti in un percorso detentivo, vengono affidati alla comunità nell'ambito del procedimento giudiziario.

«Vogliamo creare un polo di riferimento in città – spiega Scaccia –. Il nostro compito è accompagnare i ragazzi in un percorso che non si limiti all'accoglienza, ma che tenga conto di tutte le dimensioni della loro vita. Ci occupiamo del minore in maniera globale, cercando di offrire strumenti, opportunità e relazioni che possano aiutarlo a immaginare prospettive differenti».

Un lavoro complesso, che richiede competenze diverse e un approccio multidisciplinare. Lo staff della cooperativa comprende assistenti sociali, psicologi, medici, infermieri, educatori professionali, mediatori culturali e linguistici, consulenti legali e operatori socio-sanitari. Professionalità che collaborano per costruire percorsi individualizzati, rispondendo alle necessità educative, sociali, sanitarie e relazionali dei ragazzi.

Sport, cinema e laboratori per costruire nuove prospettive

Accanto alla quotidianità della comunità, Terraferma promuove attività e progetti in collaborazione con l'Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni (USSM) di Palermo. L'obiettivo è offrire ai ragazzi occasioni concrete per sperimentarsi in contesti diversi, sviluppare capacità personali e imparare a gestire le proprie emozioni. Tra le iniziative realizzate ci sono attività sportive, come il calcio e il canottaggio, laboratori di sartoria e cinema, oltre a percorsi dedicati alla gestione della rabbia. Esperienze che utilizzano linguaggi differenti per favorire la partecipazione, la responsabilizzazione e la scoperta di nuove possibilità.

Tra i progetti c'è T.R.A.P. – Tutti Rivendichiamo Altre Prospettive, un programma rivolto ai minori seguiti dagli USSM di Palermo e Catania. Il percorso comprende attività di orientamento, educazione emotiva e di genere, giustizia riparativa e radio comunitaria. Un insieme di strumenti pensati per accompagnare i ragazzi nella costruzione di una maggiore consapevolezza di sé e del proprio rapporto con gli altri.

La cooperativa è inoltre impegnata in un progetto Erasmus dedicato al miglioramento della salute e del benessere psicofisico dei minori, attraverso interventi individuali e di gruppo. Quattro ragazzi ospitati nella comunità sono coinvolti nel percorso.

L'autonomia come obiettivo: il progetto In e Out

Tra le iniziative più recenti c'è anche In e Out, avviato durante l'estate e finanziato attraverso il Fondo di Coesione, in collaborazione con il CGA di Palermo.Il progetto coinvolge sei minori e punta ad accompagnarli in un percorso di autonomia e integrazione. Un passaggio importante per chi si prepara ad affrontare nuove responsabilità e a costruire gradualmente il proprio futuro. Attualmente tre ragazzi stanno svolgendo un tirocinio, sperimentando un primo inserimento in un contesto lavorativo.

L'accompagnamento, in questo caso, non si esaurisce nella permanenza in comunità, ma mira a fornire competenze ed esperienze utili per affrontare il passaggio verso una vita autonoma.

Caterina Ganci

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