Ad Aragona la musica rigenera la comunità con Pro Music Studio

“La musica ti cura l’anima”. È una frase che racchiude lo spirito con cui è nato ad Aragona Pro Music Studio, un progetto ideato da Giuseppe Salamone che negli anni è andato ben oltre l’idea di una semplice scuola di musica, trasformandosi in un vero e proprio centro culturale e sociale. Tutto nasce dalla passione per la musica e per l’arte, ma anche dal desiderio di restituire alla comunità uno spazio che sembrava ormai destinato all'abbandono. L'edificio che oggi ospita Pro Music Studio era infatti una scuola del dopoguerra, rimasta inutilizzata per anni. Nel 2020 Giuseppe si aggiudica un bando per il suo affidamento e comincia un percorso di recupero e ristrutturazione. L'obiettivo è ambizioso: trasformare un luogo abbandonato in un polo culturale aperto a tutte le generazioni. Oggi, oltre un centinaio di persone collaborano alle attività. “Abbiamo oltre 50 iscritti ai corsi di musica. Per quanto riguarda le attività culturali, il nostro Salotto Letterario coinvolge circa 40 persone a ogni appuntamento mensile”.
L’adesione al patto generativo
L’associazione ha aderito al Patto generativo, perché “credo molto alla rigenerazione del territorio e alla possibilità di poter fare ritornare molti giovani andati fuori da Aragona”, spiega Salamone. E un’infrastruttura sociale come quella costruita col patto rende compimento a un impegno che l’associazione aveva già avviato: costruire una rete di collaborazioni con altre associazioni, dando vita a un vero e proprio polo sociale e culturale.
Dalla scuola di musica al centro culturale
Nasce così la scuola di musica, ma ben presto il progetto si amplia. All'interno della struttura prende vita una biblioteca sociale, con circa 2.500 libri raccolti in diversi luoghi della Sicilia, uno spazio pensato non soltanto per leggere, ma anche per incontrarsi e trascorrere del tempo insieme. C'è poi un vero e proprio salotto culturale, dove le persone possono ritrovarsi, confrontarsi e condividere esperienze.
La musica rimane il cuore del progetto, ma attorno ad essa ruotano numerose attività: corsi di inglese, laboratori creativi per bambine e bambini, iniziative curate anche da ex insegnanti oggi in pensione, attività teatrali e percorsi legati alla musicoterapia.
La scuola di musica è frequentata da bambine e bambini di appena sei anni, ma anche da persone ultrasessantenni. Un incontro tra età diverse che rappresenta uno degli aspetti più significativi dell'esperienza.
“Abbiamo risuscitato un quartiere”
“Abbiamo risuscitato un quartiere”, racconta Giuseppe Salamone. È forse questa la frase che meglio descrive l'impatto sociale del progetto. In un territorio che, come molti centri della Sicilia, deve fare i conti con l'emigrazione dei giovani, creare uno spazio dedicato alla cultura significa anche offrire un'alternativa, un luogo in cui incontrarsi, imparare e costruire relazioni. “Offriamo tanto dal punto di vista della crescita. Stiamo ‘inquinando’ un territorio”, spiega Salamone, utilizzando volutamente un'espressione provocatoria per descrivere la volontà di diffondere cultura, creatività e nuove opportunità.
Uno degli elementi caratterizzanti di Pro Music Studio è proprio la capacità di far incontrare generazioni differenti. “Stiamo facendo incrociare due generazioni: giovani e anziani”, sottolinea Salamone. I più giovani trovano un luogo nel quale coltivare la musica e l'arte. Gli adulti e gli anziani possono invece leggere, partecipare alle attività o semplicemente trascorrere un paio d'ore in compagnia. La cultura diventa così uno strumento per contrastare l'isolamento e favorire le relazioni.
La musica come strumento di crescita
La missione di Pro Music Studio è chiara: dare ai giovani un posto dove crescere attraverso la musica e l'arte. Attorno alla realtà associativa gravitano circa 14 musicisti, che si alternano nelle attività. È stato inoltre attivato uno sportello di ascolto gratuito, pensato come ulteriore servizio rivolto alla comunità, dove due psicologhe svolgono la loro funzione. In questo contesto la musica non viene considerata soltanto come una disciplina da imparare, ma come uno strumento capace di favorire espressione, relazione e benessere. Da qui l'attenzione anche alla musicoterapia e alle attività artistiche come occasioni di crescita personale.
Un laboratorio aperto alla comunità
L'ambizione va oltre le mura della struttura. Tra i progetti c'è infatti quello di portare nelle scuole la tecnologia musicale, attraverso un'iniziativa autofinanziata che punta a far conoscere allr ragazze e ai ragazzi nuovi strumenti e possibilità creative legate alla produzione musicale. Un modo per avvicinare la musica anche a chi, magari, non avrebbe la possibilità di frequentare una scuola specializzata.
Una nuova generazione di spazi sociali
Il progetto guarda già al futuro. Tra gli obiettivi imminenti c'è l'apertura di una ludoteca, all'interno della quale potranno trovare spazio anche lezioni e attività teatrali. La scuola teatrale rappresenta infatti un altro tassello di un progetto che ha progressivamente allargato i propri confini: dalla musica al teatro, dalla lettura alla creatività, dall'ascolto alla socialità. È questo, in fondo, l'impatto sociale generato da una realtà nata intorno alla musica: trasformare un edificio abbandonato in un luogo vivo, mettere in relazione bambine, bambini, giovani, adulti e anziani, offrire occasioni di formazione e creare spazi nei quali le persone possano sentirsi parte di una comunità.
Caterina Ganci